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| Corvette Stingray Racer 1959 |
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La Stingray è frutto della caparbietà di Zora-Arkus Duntov e Bill Mitchell, la cui testardaggine era la realizzazione di alcuni pezzi e prendendone in prestito altri dalle linee di montaggio riuscì a realizzare una copia della Corvette Super Sport e la chiamò SS Mule.
Duntov stesso percorse oltre 2.000 miglia con la SS mule. Il progetto XP-64 fu prematuramente accantonato dalla GM dopo le prime difficoltà dovute ad un mancato sviluppo.
Sia Duntov che Bill Mitchell, che nel frattempo succedette ad Harely Earl, credevano nella bontà del progetto. Mitchell decise di acquistare per 500$ la Corvette SS mule direttamente dalla GM pagandola di tasca propria. Radunò al suo fianco seconda solo al loro genio. Infatti nel 1957 quando Duntov lavorava al progetto XP-64, conosciuto anche come Corvette Super Sport, ovvero l'auto da corsa che la GM finanziò per partecipare alla gara di durata sul circuito di Sebring (per questa ragione conosciuta anche come SS Sebring), sapeva che per preparare bene la gara aveva necessità di svolgere numerosi test su di un “muletto”.
Purtroppo la GM aveva finanziato la realizzazione di una sola SS. Duntonv non si perse d'animo e raddoppiando un piccolo gruppo di fedelissimi tra cui il talentuoso Larry Shinoda e diede vita al segretissimo “Studio X” situato nella parte sottostante all’ingresso del GM Tech Center Studios in Warren. Dietro le direttive di Mitchell il giovane Shinoda adattò le linee della Q-Corvette del 1957 al leggerissimo telaio tubolare realizzato da Duntov. Nacque così la Corvette Stingray Racer del 1959 (progetto XP-87).

La genesi stilistica della Corvette Stingray Racer, la quale senza ombra di dubbio ha influenzato la seconda generazione di Corvette, ha inizio quando Bill Mitchell posò lo sguardo sulla Ghia IXG realizzata da Tom Tjaarda esposta al salone di Torino del 1957.
La linea estremamente bassa unita all’interasse di soli 92 pollici ne facevano una vettura estremamente compatta e filante. Inoltre il telaio tubolare della SS risultò estremamente leggero, infatti nella sua configurazione originale, spinta dallo Small Block 283 (4.6L) con teste in alluminio alimentato ad iniezione e capace di oltre 315Hp a 6.200rpm, pesava meno di 1.000Kg, rendendola sulla carta, ma anche nei fatti come si evinse in seguito, una vettura estremamente competitiva: capace di uno scatto da 0-100 Km/h in meno di 4 secondi. La carrozzeria, come tutte le vette, era in fibra di vetro con rinforzi in alluminio (quest’ultimo fu poi sostituito dal legno di balsa).
Come già ricordato il telaio era quello della Corvette SS in tubi di acciaio. I freni a tamburo furono sostituiti con quattro freni a disco come nell’idea originale di Duntov. Originale ed efficace, come sempre quando c’è lo zampino di Duntov, il disegno delle sospensioni posteriori. Una via di mezzo tra un’assale rigido e sospensioni indipendenti che vedremo sulla Corvette del 1963. Le ruote erano in magnesio pressofuso e il cambio a 4 velocità.
Inizialmente concepita come “studio stilistico”, la Corvette Stingray del 1959 fu adattata successivamente per gareggiare in pista e ridare lustro all’immagine sportiva della GM. Debuttò melle mani del Dr. Dick Thompson al Maryland's Marlboro Raceway del 18 Aprile 1959 concludendo la gara al quarto posto. L’anno successivo vinse il campionato SCCA.
Purtroppo la politica della GM non prevedeva un impegno diretto nelle competizioni motoristiche e la carriera della Corvette Stingray Racer fu tanto gloriosa quanto breve. Bill Mitchell ritirò l’auto dalle competizioni per mancanza di fondi. La ridipinse di colore argento (nelle competizioni era di colore rosso), aggiunse un sedile per il passeggero e la trasformò in una show car e fece bella mostra di se in più di un salone prefigurando le future linee stilistiche della Corvette. Notevoli infatti sono le somiglianze con la Corvette Model Year 1963.
Essendo però un’auto completa a tutti gli effetti non era raro incrociarla su qualche strada nei week end con alla guida il suo legittimo proprietario: Bill Mitchel.
Considerato poi un veicolo di rilevanza storica per la GM fu riacquistato dal GM Design Studio. L’omaggio al genio di Mitchell, ma non va certo dimenticato Shinoda, si è concretizzato dopo 50 anni nelle forme della bellissima Stingray Concept del 2009.
Attualmente la Corvette Stingray Racer è spinta dallo Small Block 327 ad iniezione da 375Hp.








